Il jackfruit, il frutto tropicale più grande al mondo (fino a 40 kg), sta guadagnando popolarità in Occidente come alternativa vegetale alla carne per via della sua versatilità. Originario del sud dell’India e dello Sri Lanka, era già descritto nel Trecento dal frate Marignolli come un frutto “carnoso e dolce”. Da acerbo è quasi insapore, ma cotto si sfilaccia come carne, rendendolo ideale per burger, taco o piatti speziati.
In Europa lo si trova spesso in lattina o sottovuoto, usato da catene come Starbucks e Pizza Hut in versioni vegane. Ricco di carboidrati, vitamine e antiossidanti, è considerato utile anche per la sicurezza alimentare nei paesi a rischio. In Sri Lanka è chiamato “albero del riso” per il suo ruolo storico durante le carestie. Oggi il jackfruit è coltivato in molte zone tropicali e il suo mercato è in forte crescita, stimato oltre i 450 milioni di dollari entro il 2030.