10 gennaio 2014:
Rabbia, non contare fino a dieci “pigliate ‘na pastiglia”

L’aspirina potrebbe aiutare a curare dagli accessi d’ira. Tra le mille proprietà dell’acido acetilsalicilico ci sarebbe pure quella di liberarci da un peccato capitale. Almeno, questo è quanto suggerisce una studio della Chicago University pubblicato su Jama Psychiatry.

Come un’infiammazione cronica – L’ipotesi di partenza dello studio è che chi ha spesso momenti di forte rabbia soffre di una risposta infiammatoria eccessiva da parte dell’organismo, che porta alla produzione di un gran numero di citochine, sostanze che fanno lavorare di più il sistema immunitario. Una volta terminato il momento di rabbia e malumore, però, può accadere che le citochine rimangano in circolo nel sangue, cronicizzando la situazione.

L’esperimento – Gli studiosi, muovendo da questi assunti verificati in altri studi, hanno esaminato 70 persone affette dal cosiddetto disturbo esplosivo intermittente (Ied), una patologia che porta ad avere difficoltà a resistere agli impulsi aggressivi e conduce a frequenti scatti d’ira. Ebbene, è stato scoperto che queste persone avevano livelli molto più alti di citochine nel sangue rispetto a coloro che invece non soffrivano di esplosioni di rabbia.

Aspirina come antidoto – In sostanza, hanno evidenziato gli scienziati, è stata osservata una correlazione diretta tra processi infiammatori e aggressività, per questo l’aspirina, uno dei più noti antinfiammatori, è stata ritenuta in grado non tanto di rendere più calmi, ma di frenare i momenti di forte ira.rabbia